EUROPANAZIONE

ECONOMIA

UN NUOVO MODELLO DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Covid-19: e se la pandemia fosse un’occasione per ripensare il nostro modello di relazioni industriali?

Il termine sindacato che deriva dal greco sýndikos, unione di syn, insieme e dike, giustizia. Nell’etimologia di questa parola possiamo trovare il suo significato più profondo. Il “syndakos” pare fosse una specie di mediatore, ossia colui che faceva “giustizia insieme alle parti”. Esso, quindi, si poneva al di sopra degli interessi particolari per perseguire, non solo un vago ideale di giustizia, ma soprattutto il bene comune della Polis. Con l’avvento del liberismo e del marxismo, il termine ha subito uno slittamento semantico: il sindacalista è una specie di avvocato che difende il suo cliente a tutti i costi. Chi si aspettava un maggiore senso di responsabilità davanti alla pandemia è rimasto deluso. Vediamo perché.

I rappresentanti dei lavoratori e l’emergenza Coronavirus

Ieri (24 marzo) si è svolta una videoconferenza tra i ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil. Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo chiedono la sospensione di tutte le attività non essenziali per contenere l’emergenza coronavirus e tutelare la salute e sicurezza dei lavoratori insieme al rispetto del protocollo del 14 marzo. La Triplice ha proposto di accorciare l’elenco delle attività che possono restare aperte in quanto essenziali. Il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, dal canto suo, ha mostrato tutto il suo disappunto davanti alle scelte della Trimurti. Boccia si chiede provocatoriamente a cosa possa servire lo sciopero generale dato che “le chiusure di aziende sono addirittura più restrittive di quello che aveva indicato il Governo ai sindacati sabato scorso”. Inoltre, Viale dell’Astronomia prevede una perdita di 100 miliardi al mese. Alla fine si giunti ad una conclusione che forse accontenta un po’ tutti: un’astensione dal lavoro a macchia di leopardo.

Uno sciopero “quasi” generale

Per il momento resta confermato lo sciopero di oggi dei metalmeccanici e degli addetti dei settori chimico, tessile e gomma plastica in Lombardia e nel Lazio. I bancari, invece, hanno raggiunto un accordo a tutela della salute dei dipendenti: barriere in plexiglas e ingresso solo su appuntamento. Ma a chi giova uno sciopero che decurtata una giornata di lavoro dalla busta paga? Sicuramente, non ai dipendenti almeno nel breve periodo. C’è, però, chi tra i sindacalisti punta a mettere le mani sulla “cassa”. Per la Cgil “sarebbe un grande segno di responsabilità delle aziende che possono, anticipare il trattamento di cassa ordinaria e di assegno ordinario, garantire subito alle famiglie una continuità di reddito, anche se ridotto, così da fronteggiare le difficoltà economiche”.L’Inps –conclude la Cgil– vedrà la sua capacità gestionale già fortemente sollecitata per far fronte ai milioni di lavoratori che riceveranno la copertura direttamente dall’Istituto”.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

Lascia una risposta