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ATTUALITA'

IL COVID19 CI STA PARLANDO

Un virus che ci sta parlando.

Le informazioni che abbiamo sul coronavirus sono per lo più parziali e confuse nel valzer della comunicazione iper-informativa, che veicolando opinioni non sempre coerenti tra loro, tende alla disinformazione generalizzata.

Ma il virus cerca di dirci qualcosa di chiaro.

La prima riflessione che ci suggerisce riguarda il nostro rapporto con la malattia, la morte – argomenti tabù – e la ricerca ossessiva della prevenzione totale da ogni male. 

Ci ricorda che la scienza e la medicina sono discipline travagliate da un forte dibattito interno e non sempre monolitiche e dogmatiche, nonostante le si voglia da tempo presentare così in nome di un primato della Scienza che si vuole affiancare a quelli gia in auge della Tecnica e dell’Economia, in una sorta di triumvirato che governi il moderno mondo globalizzato.

In prima istanza, perciò, ci rammenta che quella scientifica è pur sempre una disciplina dello studio umano che, seppur basata su fondamenta ormai consolidate e certe, dipende nel suo sviluppo da teorie, intuizioni, test e prove empiriche, e quindi anche dall’esperienza, dalla prassi, dall’errore. Ma ci ammonisce anche che in nome dell’austerity è stato colpito al cuore un sistema sanitario che oggi si trova al collasso più da noi che nel resto del mondo “occidentale”. Per colpa nostra. 

Una volta di più rigettiamo dunque il predominio progressista di stampo oligarchico ormai consolidato da parte di questi tre titani (economia – tecnica – scienza) sulla politica e sul sociale, ma ovviamente non parliamo di rifiutare innovazione, tecnologia, economia e medicina in nome di uno spiritualismo new age fine a se stesso e di segno negativo, bensì di tornare ad utilizzare questi mezzi come tali, lasciando ad una politica organica le redini di indirizzo dell’azione in campo economico-sociale e alla metafisica quelle del suo ordinamento spirituale nel senso di eroismo, virilità e trascendenza.

Il Covid19 però non ci mette in guardia solo su questo, ma cerca di aprirci gli occhi rendendo evidenti gli esperimenti di ingegneria sociale post – o iper – democratici in atto. 

Non è infatti difficile individuare nella gestione e nello sfruttamento dell’emergenza da parte degli apparati oligarchici la messa a punto quasi definitiva, con sfumature più o meno intense, di un sistema di potere tutelato dall’occhio onniveggente del Grande Fratello. Le ripercussioni che porteranno questo esperimento a divenire una vera e propria dittatura d’emergenza sono palesi e si iniziano ad intravedere: facendo leva con la paura e il terrore su un corpo sociale già da tempo soggiogato, drogato, rincoglionito, impaurito ed atomizzato, viene creandosi un definitivo gregge orwelliano fatto di schiavi produttivi, servi del potere, delatori, pavidi e individualisti, al servizio più o meno consapevolmente di un direttorio. Il tutto mentre ci si illude di far festa sui balconi, di vincere la solitudine con la rete e di poter vivere in modo più sano lavorando da casa, escludendosi dal mondo e svuotando le piazze.

Infine, il coronavirus ci stimola a scoprire alcune delle carte attualmente in gioco sul tavolo della geopolitica.

Non potendo affermare con certezza se le origini della pandemia siano da ascrivere ad esperimenti militari cinesi o americani, ci limitiamo a registrare le parole profetiche e dal sapore malthusiano di Bill Gates e le lotte per l’accaparramento esclusivo dei vaccini, ad osservare alcuni strani e preveggenti movimenti in borsa e a constatare come questa calamità stia minando alla base il fragilissimo equilibrio europeo in nome di piccoli nazionalismi eterodiretti dai grandi players continentali, che operano nella logica di una spartizione del mondo sul modello di una nuova Guerra Fredda, cercando di fatto di escludere una pericolosa Europa unita dallo scenario internazionale.

Per farlo stanno utilizzando una subdola arma, non più atomica ma batteriologica, che ha un raggio d’azione globale ma che riesce ad essere precisissima nel colpire al cuore il suo vero target. Ma che ha l’effetto indesiderato di rendere consapevole chi non vuole ingannarsi.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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