EUROPANAZIONE

SPIRITO ANTIMODERNO

RIFLESSIONE NOTTURNA

Nei pochi momenti che ci si riesce a ritagliare per prendere una boccata d’aria in queste lunghe giornate di coprifuoco imposto dal direttorio, si può correre il rischio di fare strani ragionamenti.

Le strade semideserte e ripulite da sbandati e perdigiorno, l’assenza di traffico, le città che sembrano riprendere il dolce e ordinato ritmo dei tempi che furono, potrebbero indurti a pensare che, in fin dei conti, questo maledetto virus ci stia riavvicinando all’essenziale.


Ad una prima occhiata distratta ti sembra che anche i talk show e i notiziari stiano migliorando, puntando i riflettori dopo tanto tempo sulla realtà, sottomettendosi ad una corretta gerarchia di priorità: si parla quasi esclusivamente della pandemia in corso e non c’è più spazio per le notizie buoniste sui migranti, per la propaganda gender, per il gossip da quattro soldi e per le vetrine in favore di caricature di artisti che, trattati come intellettuali, pontificano, fanno la morale e lucrano sponsorizzando ONG.

In confronto a prima, se si escludono i membri del governo, i politici accattoni alla ricerca di squallide tribune elettorali televisive perpetue sembra si siano praticamente estinti. Le facce della Boldrini, di Fiano, di Toninelli, della Bonino, di Berlusconi e compagni non te le ricordi nemmeno più.


E provi una strana sensazione. Oseresti dire che ti senti bene. Ti azzarderesti quasi a pensare che stai meglio di prima.

Ma ecco che, proprio mentre provavi cinicamente a farti forza e a convincerti che questa piaga, pur chiedendoti di pagare un carissimo prezzo fatto di lutto e sofferenza, potesse contribuire a rifondare lo spirito di una nazione, a rinsaldare l’unità e la fratellanza di un continente stretto a tenaglia dai nemici dell’est e dell’ovest, e magari trasformare una comunità di individui (cit. Giuseppi) in un Popolo, ti rendi invece conto che in realtà nulla è cambiato.

Capisci che è tutto marcio e che il potere ti ha anticipato, cogliendo anche l’occasione per effettuare un’esperimento di ingegneria sociale post-democratica.

In tv, allora, si continua a sbavare e strillare come sempre, con il risultato di confondere e alterare la percezione collettiva. Di colpo tutti gli opinionisti, categoria da annientare, diventano medici con specializzazione in virologia e uomini di scienza fanno a gara per un’intervista. Si dice tutto e il contrario di tutto, mentre paura e psicosi dilagano.

Le poche persone in strada e le tante in fila davanti al supermarket a causa dell’ingresso contingentato indossano la mascherina d’ordinanza ripugnandosi a vicenda, con un atteggiamento così naturale da farti capire che non aspettavano altro: avere finalmente la possibilità di esprimere il proprio rancore nei confronti del prossimo, sentimento per troppo tempo occultato dal perbenismo e represso nella domenica a messa.

A peggiorare la situazione ci pensano poi le immancabili “analisi” politiche dei servi di sempre e dei nuovi aspiranti sciuscià che millantano di stare dalla tua parte, infarcite di opportunismo liberal e miopia sovranista.

Pensano di conquistare il Web e le folle, ma sono talmente in malafede da riuscire allo stesso tempo nell’impresa di rendere presentabili i cinesi che ci hanno portato l’epidemia e ci affossano con la concorrenza sleale, gli americani che ci invadono ed isolano con tracotante superiorità e gli inglesi che ci prendono per il culo mentre speculano nella “loro” Piazza Affari con il complice immobilismo dell’italianissima Consob presieduta dal sovranissimo e anti tedesco Savona.

E stravolgono la realtà oggettiva delle cose con la loro pretestuosa demagogia, ad esempio strumentalizzando le dichiarazioni vergognose e inopportune della Lagarde, presidente della BCE filo-atlantista ed espressione delle élite WASP, per gettare fango sull’Unione Europea proprio nel momento in cui finalmente si schiera in difesa della Grecia, dei suoi e nostri confini, e promette ampi margini di manovra in deficit per un’Italia in difficoltà ma che nel frattempo si permette di farle il doppio gioco flirtando con la Turchia.

Come se tutto questo non bastasse, infine, a darti il colpo di grazia arriva puntuale come per gli inglesi il tè delle cinque (che in Italia, scherzo del destino, sono proprio le 18) la flash-mob in salsa tricolore, in cui un vessillo già da tempo profanato, ma che ancora porta tracce di Storia, Sangue e Onore eterne, viene rispolverato dopo la vittoria dei Mondiali di calcio del 2006 e vigliaccamente sventolato da balconi di case che somigliano sempre più a carceri del pensiero, per una breve orgia collettiva maleodorante di patriottismo qualunquista che ben poco ha a che fare con presunti richiami ancestrali, coraggio, rispetto e tradizione.

REDAZIONE KULTURAEUROPA

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