EUROPANAZIONE

POLITICA

TIRIAMO LE SOMME

Ricapitoliamo.

L’Italia è a terra per Coronavirus che nel suo orientamento sembra prediligere la Via della Seta.
La Turchia, con il sostegno inglese e una certa benevolenza americana, combatte in Siria e in Libia presentandosi come la paladina della Jihad e sostenendo Isis e Fratelli Musulmani.

Intanto coordina la pressione dei migranti verso la Grecia in una versione live de Il campo dei santi.

Mentre il contagio inginocchia le strutture sanitarie, distrugge il turismo e crea disastri economici in Italia, ma dice la sua anche nel resto d’Europa, Trump propone di sostenere con una sorta di Piano Marshall i paesi del centroest per alimentare la tensione contro la Russia e spezzare l’unità europea, neutralizzando Berlino.
Una vera e propria convergenza di catastrofi che sembra designata a tavolino.

E che capita proprio quando l’attualità del dibattito sull’avvenire militare europeo verte sull’eurogollismo (fuori dalla Nato) proposto da Macron, il riallineamento con reciprocità tra europei ed americani, proposto dalla Merkel, e l’euroatlantismo, ovvero la subordinazione assoluta, che è impugnata dal partito Wasp e che ha come alleato oggettivo i sovranisti che per questo dovrebbero vergognarsi.

Tutto ciò avviene singolarmente all’indomani della promozione dell’assertività nel Mediterraneo, con la UE che, insieme alla Russia, sostiene in Libia il candidato Haftar. Noi fino a ieri appoggiavamo Serraj, uomo del fondamentalismo islamico che ora è difeso da truppe turche sbarcate in sua difesa e ci ha dato il benservito.

C’è di mezzo il gas sottomarino oltre al petrolio. Anche su questi obiettivi l’Italia si è fatta scavalcare e resta soltanto l’Eni a salvare il salvabile in un nostro naufragio assoluto. Un naufragio che, sommato agli effetti economici della pandemia psicologica della Covid19-Italia(20), potrà precipitarci in una situazione greca.

In questo groviglio la nostra classe “politica” nella sua interezza si è fatta scavalcare perché doveva prendere iniziative, non potendo seguire nessuno dei tre padroni a cui volentieri risponde. Gli inglesi, che comunque ci hanno creato ripetuti danni in Egitto, sostengono i turchi e gli jihadisti (e questo contribuisce a spiegare il nostro iniziale impegno in favore di Serraj); gli americani sono favorevoli al caos; gli israeliani nello specifico sono con Haftar in quanto hanno stipulato un accordo per il gas insieme a Egitto, Grecia, Cipro e Francia, accordo al quale l’Eni è riuscita ad accodarsi. Insomma bisogna scegliere, ma non è questa la virtù dei servi. Poiché a noi piace servire ecco che abbiamo optato per il solito piede in due scarpe, sperando di restare in gioco con chi vincerà, se vincerà qualcuno.

Qui non ci si rende conto di nulla e si continua a ragionare come se non fosse mutata era. Con il servilismo furbetto ed accattone del dopoguerra pensiamo di ritagliarci spazi dimostrando la fedeltà al padrone angloamericano e sabotando i partners europei, un po’ come gli scolari ruffiani che fanno la spia alla maestra. Ma la situazione è mutata e così le priorità americane e quindi non ne ricaveremo sostanzialmente nulla.

Eppure continuiamo a fare gli sciuscià. Abbiamo rifiutato di aderire all’iniziativa embrionale dell’esercito comune per difendere, si è detto, la nostra indipendenza da una gestione francotedesca, anche se ci manteniamo organicamente dipendenti degli angloamericani, altro che indipendenti!
Ma il 26 febbraio a Zagabria abbiamo aderito all’ICE, ovvero all’intelligence europea centralizzata.

Una bella contraddizione! Che si spiega con il nostro servilismo e con la nostra propensione al sabotaggio. Se non partecipiamo al rafforzamento militare europeo entriamo però nell’Intelligence per poter fornire le notizie di prima mano ai padroni americani oggi che gli inglesi, uscendo dalla UE, non possono più farlo.

Se continuiamo così, ammesso e non concesso che verremo fuori dal Coronavirus e dalla crisi libica, non vedo dove potremo mai andare, con un padrone che ci darà a stento le briciole e con dei partners che continuiamo a tradire e se lo ricorderanno. Salvo poi piagnucolare e scaricare su di loro tutti i disastri che causiamo noi stessi con le nostre politiche quotidiane.

GABRIELE ADINOLFI